Curiosità di Vino, Recensioni Vini

Areatore che?

Cari lettori,

Vi siete mai chiesti come e se funzionino gli areatori per il vino rosso? Funzionano bene? Andiamo a scoprilo insieme.

Ultimamente, ho visto tante tipologie di questo tipo di accessorio, che sono differenti dal tradizionale decanter: non hanno la funzione di decantare il vino rosso da sedimenti, ma permettono di ossigenare il vino rosso molto velocemente. Dunque un accessorio comodo, ad esempio se abbiamo ospiti a cena e non abbiamo il tempo di aprire le bottiglie una o due ore prima di bere il vino rosso!

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Mi è piaciuto molto questo tipo di aeratore, il Ventorosso, per la comodità di utilizzo e per il design molto lineare e funzionale: è composto da una base, da porre sopra al calice, e da una sfera su cui versare il vino rosso, in modo tale da aumentarne la superficie esposta all’aria, “aprendolo” più velocemente della semplice rotazione del vino rosso nel bicchiere.

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Andiamo un po’ nel dettaglio per vedere come funziona. Ho provato a fare un test con il Chianti Classico Le Ellere di Castello d’Albola.

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NO VENTOROSSO: al naso, profumi di ciliegia, frutta rossa, un po’ di legno, tostature accennate, ma è abbastanza chiuso. Al palato, il vino è fresco, asciutto, discretamente elegante, tannino abbastanza duro, sapido.

CON VENTOROSSO: naso più ampio, profumi più levigati e si percepisce maggiormente il profumo dei fiori. Le caratteristiche del vino sono molto simili, ma il tannino risulta molto più morbido al palato!

Pro: Comodità di utilizzo, dal momento che è composto da due pezzi semplici da lavare, con la possibilità di sfruttarlo su calici di differenti dimensioni;
Velocità di ossigenazione;
Miglioramento della rotondità del vino rosso al palato.

Contro: Da non usare con i vini rossi invecchiati, perché si rischierebbe di ossidarli troppo. Inoltre, alcune valutazioni sono percebili da esperti (es. differenza di sensazioni percepite al naso)

In conclusione, lo consiglio vivamente a chi vuole bere un vino rosso giovane ed apprezzarne meglio le sue caratteristiche e rotondità. Inoltre, la comodità di utilizzo rende il Ventorosso un prodotto più semplice di un decanter.

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Recensioni Vini

Donnas 2009, Caves Cooperatives de Donnas

Cari lettori,

Oggi vi propongo la recensione di un vino autoctono valdostano, il Donnas di Caves Cooperatives de Donnas.
Siamo a Donnas, in Valle d’Aosta, ed il vitigno è il Nebbiolo (da cui Barolo e Barbaresco): qui il Nebbiolo “acquista” il soprannome di Nebbiolo di montagna, data la vicinanza della Valle d’Aosta al Piemonte e per la posizione delle vigne ai pendici delle montagne valdostane.

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Il Donnas di Caves Cooperatives de Donnas è un vino austero, dal carattere elegante, asciutto e dotato di un buon corpo e struttura. Viene affinato in grandi botti di rovere per almeno 12 mesi, donando al tannino una rotondità e piacevolezza ad ogni sorso!

Ho provato il Donnas del 2009.
Al naso, profumi di frutta a bacca rossa, mirtilli, ribes, lampone, amarena, chiodi di garofano e pepe nero.

Al palato il Donnas è asciutto, abbastanza morbido, di buona freschezza ed abbastanza tannico.

Lo consiglio in abbinamento a formaggi di media stagionatura ed a pasta dura, carne rossa preferibilmente non alla griglia, stracotti, umidi e, secondo tradizione, alla Carbonada (link qui).

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Ricette e abbinamenti

Torta alle mele caramellate

Cari lettori,

Oggi vi propongo la ricetta della torta alle mele caramellate, davvero gustosa ed abbastanza semplice da preparare: il vostro weekend sarà molto più dolce!

Andiamo passo per passo a preparare la ricetta e vedrete che sarà meno difficile del previsto.

Ingredienti (12 fette):

2 tuorli
2 uova intere
200 gr di farina
200 gr di zucchero
50 gr di burro sciolto per l’impasto
60 gr di burro da sciogliere nella teglia
80 gr di zucchero per caramellare le mele
Succo di mezzo limone
250 gr di mele tagliate sottili (bagnatele con qualche goccia di limone per non farle annerire)

 

Preparazione

Sbattete in una ciotola i due tuorli, le due uova intere ed i 200 grammi di zucchero.
Sciogliete per un minuto in un pentolino i 50 grammi di burro, avendo cura di non farlo bollire ed annerire: fatelo raffreddare prima di aggiungerlo al composto sennò rischierete di “cuocere” l’impasto e fare un pasticcio!
Aggiungete all’impasto il burro sciolto raffreddato, il succo ottenuto da mezzo limone, la farina a pioggia (un poco alla volta) e mescolate man mano.

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Nel frattempo, tagliate le mele a fettine sottili e bagnatele con un goccio di succo di limone, per non fare annerire le fette. Accendete anche il forno a 180°C per preriscaldarlo.
Sciogliete i 60 grammi di burro in una teglia di 30 cm di diametro e successivamente aggiungete gli 80 grammi di zucchero: caramellate lo zucchero e mescolate continuamente fino a che non abbia raggiunto un colore dorato.
A questo punto, disponete le mele (come in figura) nella teglia, versate l’impasto ed infornate per 45 minuti a 180°C.

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Ribaltate la torta, aiutandovi con un piatto e facendo attenzione a non scottarvi con il burro che potrebbe colare durante l’operazione!

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Abbiamo finito, ora non ci resta che gustare la torta!

Conservazione

Potete conservare la torta alle mele caramellate fino a cinque giorni in un vasetto di plastica o di vetro sigillato. Consiglio di scaldare la fetta prima di gustarla, per apprezzare meglio la mela caramellata.

Ed il vino?

Per la torta alle mele caramellate ho scelto il Chaudelune 2011, prodotto da Cave du vin blanc de Morgex et de la Salle.

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Ho scelto il Chaudelune per le sue note fruttate di pera e mela e di frutta a pasta bianca, che ben si allineano con l’aroma di mela caramellata della torta, ampliandone il gusto, e per la morbidezza del vino che avvolge e si sposa perfettamente con la dolcezza della torta.

Per la recensione più approfondita date un occhio direttamente al post qui.

Se non lo trovate, vi consiglio in alternativa un vino passito che abbia caratteristiche simili allo Chaudelune, il Moscato passito di Chambave ed il Verdicchio Passito. Se fate difficoltà a reperire anche questi due, vi consiglio un più comune Passito di Pantelleria o Moscato di Pantelleria, vini passiti, tuttavia, con caratteristiche un po’ differenti, dal momento che i profumi e gli aromi predominanti sono legati all’albicocca, alla pesca ed alla frutta secca: abbinamento piacevole, ma non superlativo!

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Recensioni Vini

Baccanera 2011, Lo Zoccolaio

Cari lettori,

Oggi cominciamo la settimana con un vino davvero molto interessante e dal prezzo contenuto, il Baccanera prodotto da Lo Zoccolaio.

Il Baccanera è un vino piemontese ottenuto da un blend di Barbera, Cabernet Sauvignon e Nebbiolo: ha un corpo distinto ed un’ottima consistenza, soprattutto in bocca. Baccanera viene affinato in Barriques per 18 mesi, donando al vino un tannino importante e morbido al palato.

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Ho provato il Baccanera del 2011.
Al naso, profumi di frutti di bosco, prugna, ciliegia sottospirito, pepe bianco ed una lieve nota di fieno.

Al palato, il Baccanera è fresco, abbastanza sapido e molto avvolgente.

Lo consiglio in abbinamento a primi piatti a base di carne, stufati, stracotti ed arrosti di carne rossa ed a formaggi di media stagionatura.

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Recensioni Vini

Barbacarlo 1996, Azienda Agricola Barbacarlo

Cari lettori,

oggi parliamo del Barbacarlo: un vino con una spiccata particolarità ed un carattere unico.

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Siamo in Oltrepò, a pochi passi da Pavia, esattamente sulle colline di Broni, particolarmente vocate per produrre vini di qualità, tanto è vero che lo sapeva bene perfino Napoleone, arrivandone ad apprezzare il vino di questo territorio.
Il nome attuale è nato solo successivamente nel 1886, quando il bisnonno di Lino Maga lasciò in eredità la collina ai suoi nipoti: allo zio Carlo si attribuiva il titolo di “Barba”, così, in suo onore, i nipoti chiamarono quel territorio Barbacarlo.

Il Barbacarlo è composto da 3 uve, in percentuale abbastanza variabile di annata in annata: Uva rara, Croatina e Barbera.
Io ho avuto la fortuna di trovare su internet una bottiglia del 1996, per provare a verificarne la tenuta all’invecchiamento e rimanere estasiato dalla complessità dell’evoluzione di questo vino capolavoro. L’annata 1996 è leggermente frizzante, con un’ottima freschezza e sapidità: un vino così fresco del 1996 è  molto difficile da trovare.

Al naso, profumi di colla vinilica, frutta rossa matura, frutta cotta caramellata, noce moscata, leggermente umido, canfora, spezia ed una leggerissima nota di peperone verde.

Al palato è un vino morbido, con una buona persistenza ed eleganza. Il tannino è educatissimo.

Lo consiglio da provare da solo, per la sua complessità ed armonia, ma, se proprio volete accompagnarlo ad un piatto o un cibo, vi consiglio di abbinarlo a formaggi stagionati e di pasta dura, selvaggina e brasati.

Che vino!

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Ricette e abbinamenti

Tagliatelle Gamberi e Pomodorini secchi

Cari lettori,

per questo fine settimana ho pensato ad una ricetta squisita e molto facile da preparare, le tagliatelle con i gamberi e pomodorini secchi!

Siamo pronti a partire?
Ecco cosa ci serve.

Ingredienti (per 2 persone):

200 gr di Tagliatelle
50 gr di gamberetti freschi
mezza cipolla
mezzo gambo di sedano
mezza carota
Una noce di burro
6 pomodorini secchi (o semi-secchi, come preferisco)
Sale q.b.

Preparazione

Mettete a bollire l’acqua in pentola, in modo tale da poter far “saltare” la pasta nel sugo ancora caldo. Vi consiglio di utilizzare pasta lunga, come ad esempio le tagliatelle o le fettuccine, perché “catturano” molto bene il sugo!

Un consiglio: se volete saltare la pasta nel sugo, vi conviene cuocerla un minuto in meno rispetto a quanto indicato in confezione. In questo modo la pasta saltata avrà una perfetta consistenza e non sarà molle e troppo cotta.

Lavate i gamberetti, tagliate a cubetti la mezza cipolla, la carota ed il gambo di sedano e successivamente mettete le verdure a soffriggere per 5 minuti in padella con una noce di burro.

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Dopo che le verdure saranno dorate, mettete a rosolare in padella anche i gamberetti.
Aggiungete i pomodorini secchi e rosolate ancora per pochi minuti.
A questo punto aggiungete il sale: se la pasta è pronta, scolatela e fatela saltare in padella a fuoco medio con il sugo per un minuto e servitela.
Viceversa, spegnete la fiamma ed attendete la cottura della pasta per poi saltarla in padella a fuoco medio sempre per un minuto.

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Abbiamo finito!

Ed il vino?

In abbinamento alle Tagliatelle Gamberi e Pomodorini secchi ho scelto uno Champagne Blanc de Blancs, il Brut Réserve Sélection di Michel Turgy.

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Questo Blanc de Blancs (Champagne ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay) ha una spuma che persiste due minuti a cronometro: è davvero impressionante!
Ha un perlate molto fitto, persistente, molto definito e ben si abbina ai gamberi, protagonisti della nostra ricetta.

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Al naso, profumi freschi di agrumi, di limone, di lime, mela verde ed una nota di miele
In bocca, è uno Champagne morbido, cremoso e si percepisce la classica nota lievemente mandorlata nel finale.

Se non lo trovate, vi consiglio di abbinare altri Champagne Blanc de Blancs o Metodo Classico (Franciacorta o Trento DOC) che abbiano una buona sapidità, effervescenza e freschezza.

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Ricette e abbinamenti

Tagliatelle Porcini e guanciale

Cari lettori,

ritorniamo alla nostra ricetta settimanale e, questa volta, vi propongo un piatto molto veloce, ma in tema con la stagione, le tagliatelle con i funghi porcini ed il guanciale.

Vi serviranno solo pochi ingredienti e davvero poco tempo!

Ingredienti (per 2 persone):

80 gr di funghi porcini
75 gr di guanciale (o pancetta) tagliato a cubetti
200 gr di Tagliatelle
Uno spicchio d’aglio
Una noce di burro
Prezzemolo q.b.
Sale q.b.

Preparazione

Sbucciate uno spicchio d’aglio, preparate i funghi porcini e tagliate a cubetti il guanciale (o pancetta).

Se usate i funghi porcini secchi, idratateli e lavateli, in modo tale da poterli aggiungere successivamente in cottura; se li avete surgelati, potrete metteteli direttamente in padella.
Nel frattempo, mettete a bollire l’acqua in pentola, in modo tale da poter far “saltare” la pasta nel sugo ancora caldo. Vi consiglio di utilizzare pasta lunga, come ad esempio le tagliatelle o le fettuccine, perché “catturano” molto bene il sugo!

Un consiglio: se volete saltare la pasta nel sugo, vi conviene cuocerla un minuto in meno rispetto a quanto indicato in confezione. In questo modo la pasta saltata avrà una perfetta consistenza e non sarà molle e troppo cotta.

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Scaldate il burro in padella e rosolate l’aglio sbucciato a fuoco medio.
Aggiungete i funghi porcini, lasciateli rosolare da soli per pochi minuti e successivamente aggiungete il guanciale tagliato a cubetti.
A questo punto, dopo aver rosolato il tutto per 6/7 minuti, aggiungete il prezzemolo ed il sale: se la pasta è pronta, scolatela e fatela saltare in padella a fuoco medio con il sugo per un minuto e servitela.
Viceversa, spegnete la fiamma ed attendete la cottura della pasta per poi saltarla in padella a fuoco medio sempre per un minuto.

Abbiamo finito!

Ed il vino?

Per la pasta con i funghi porcini e guanciale ho scelto uno Champagne con un buon corpo e carattere, un Pinot Noir in purezza, il Blanc de Noirs Brut di Henriet Bazin.

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Molto intenso e dal corpo notevole, questo Pinot Noir di Bazin ha una discreta cremosità in bocca, una buona sapidità e morbidezza. Queste caratteristiche lo rendono molto indicato nell’abbinamento ad una ricetta abbastanza “unta” e saporita, come la nostra.

Al naso, profumi di piccole bacche rosse, lampone, lievito.
Al palato, si sente molto l’intensità del Pinot Noir, la sua potenza e la sua persistenza.

Se non lo trovate, vi consiglio in abbinamento altri Champagne Blanc de Noirs (Pinot Noir in purezza) oppure Metodo Classico (Franciacorta o Trento DOC) che abbia una buona percentuale di Pinot Nero. Se amate i Rosé, non potrà mancare allora il Cruasè dell’Oltrepò Pavese.

Buona preparazione e buon weekend!

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